Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si sono recati negli ospedali dove sono ricoverati i feriti dell’investimento avvenuto sabato pomeriggio nel centro di Modena. Una visita congiunta arrivata il giorno successivo all’attacco che ha sconvolto la città e riaperto, quasi subito, lo scontro politico nazionale su immigrazione, sicurezza e cittadinanza.
Mattarella e Meloni hanno fatto tappa prima all’ospedale di Baggiovara, nel Modenese, e poi al Maggiore di Bologna, dove sono stati trasferiti alcuni dei feriti più gravi. All’uscita dall’ospedale di Modena, i due sono stati accompagnati dagli applausi di alcuni cittadini presenti davanti alla struttura. Il capo dello Stato ha ringraziato il personale sanitario per il lavoro svolto “in questa circostanza drammatica” e, più in generale, per l’impegno quotidiano negli ospedali.
L’investimento ha provocato otto feriti, quattro dei quali in condizioni gravi. Secondo gli ultimi aggiornamenti, due persone hanno subito l’amputazione degli arti inferiori, mentre almeno una resta in condizioni critiche. Tra i feriti figurano anche cittadini stranieri. La dinamica ricostruita dagli investigatori indica che l’auto, guidata da Salim El Koudri, 31 anni, cittadino italiano di origini marocchine, avrebbe colpito i pedoni nel centro della città prima di terminare la corsa contro una vetrina.
Il 31enne è stato fermato poco dopo anche grazie all’intervento di alcuni passanti che hanno cercato di bloccarlo durante la fuga. Gli inquirenti lo accusano di strage e lesioni aggravate. Davanti ai magistrati, El Koudri si è avvalso della facoltà di non rispondere. Dalle prime verifiche non sarebbero emersi elementi di radicalizzazione, mentre resta centrale l’ipotesi di problemi psichiatrici. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha parlato di “disagio psichiatrico”, invitando a mantenere il confronto sul terreno degli accertamenti investigativi.
Modena, auto sulla folla in centro: sette feriti, quattro gravi. Fermato un 31enne
Ma proprio mentre le istituzioni cercavano di trasmettere un messaggio di vicinanza alle vittime e alla città, il caso è rapidamente diventato terreno di scontro politico. A innescare la polemica sono state le dichiarazioni della Lega e dell’europarlamentare e leader di Futuro Nazionale, Roberto Vannacci, che hanno collegato l’episodio al tema dell’immigrazione e della cittadinanza. Il ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini, ha rilanciato la richiesta di revocare i permessi di soggiorno agli stranieri che commettono reati gravi, parlando della necessità di espulsioni più rapide.
A correggere la linea del leader leghista è intervenuto Antonio Tajani. Il vicepremier e ministro degli Esteri ha ricordato che El Koudri è cittadino italiano, mettendo così in discussione la lettura immediatamente centrata sui permessi di soggiorno. La presa di posizione ha fatto emergere una tensione interna alla maggioranza: da una parte la Lega, che ha provato a trasformare il caso in una questione di sicurezza e immigrazione; dall’altra Forza Italia e altri settori del centrodestra, più cauti nel legare l’episodio a una matrice politica o migratoria prima della conclusione delle indagini.
Le opposizioni hanno accusato la destra di strumentalizzare la tragedia. Carlo Calenda ha parlato di rischio “sciacalli”, mentre dal Partito democratico è arrivato l’invito a non alimentare l’odio in una fase in cui la priorità resta la cura dei feriti e l’accertamento dei fatti. Anche il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, ha chiesto di non trasformare il dolore della città in propaganda, mentre migliaia di persone sono scese in piazza con un messaggio di unità contro la violenza.
[a cura di Simone Cantarini]

